Linee guida ANAC 2025 sul whistleblowing – in sintesi

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  • Conferma degli obblighi del D.Lgs. 24/2023
    Le linee guida ANAC 2025 chiariscono in modo uniforme come attuare gli obblighi sui canali interni di segnalazione, rafforzando il sistema di whistleblowing.

  • Gestore del canale: figura centrale e autonoma
    Ogni ente deve nominare un gestore del canale interno, interno o esterno, dotato di autonomia, competenze adeguate e protezione da interferenze e conflitti di interesse.

  • Tempi certi di risposta

    • Avviso di ricezione della segnalazione entro 7 giorni

    • Riscontro al segnalante entro 3 mesi (termine non perentorio, ma con obbligo di comunicazione e dialogo)

  • Accessibilità del canale di segnalazione
    Il canale deve essere accessibile a dipendenti e soggetti esterni legittimati, sia in forma scritta sia orale.

  • Strumenti ammessi per le segnalazioni

    • Preferite piattaforme informatiche sicure

    • Ammesse soluzioni alternative (es. busta chiusa, protocolli riservati) per enti piccoli

    • Canali orali: linea telefonica, messaggistica vocale, incontri su richiesta, con adeguata documentazione

  • Uso dell’email: forti cautele
    L’email è ritenuta generalmente inadeguata per i rischi di tracciabilità e log; può essere usata solo con misure tecniche rigorose. Particolare attenzione ai file allegati che possono rivelare l’identità.

  • Tutela della riservatezza: pilastro del sistema
    Protezione dell’identità del segnalante e degli altri interessati tramite:

    • Cifratura e separazione dei dati

    • Accessi limitati

    • Accordi chiari nei contesti di gruppo e nei canali condivisi

    • Attenzione ai profili privacy

  • Divieto di ritorsione
    Vietati comportamenti ritorsivi, anche indiretti o successivi alla segnalazione. Gli enti devono vigilare soprattutto sulle decisioni organizzative e disciplinari.

  • Gestione e conservazione della documentazione

    • Tenuta di un fascicolo per ogni segnalazione

    • Tracciabilità di verifiche, scambi e decisioni

    • Cancellazione della documentazione entro 5 anni dall’esito finale (salvo obblighi di legge)

  • Esiti dell’istruttoria
    Possibili esiti: archiviazione, adeguamento delle procedure, trasmissione agli uffici competenti o alle autorità. Il gestore non decide sulle responsabilità individuali.

  • Formazione obbligatoria
    Formazione periodica:

    • Approfondita per chi gestisce i canali

    • Informativa per il resto del personale, con indicazioni chiare su canali e tutele

  • Un solo canale interno consigliato
    ANAC invita a evitare duplicazioni: meglio un canale unico ben presidiato. Nei gruppi, piattaforma condivisa solo se sotto i 249 dipendenti; altrimenti gestori esterni.

  • Principio di proporzionalità
    Le linee guida invitano a evitare automatismi eccessivi e appesantimenti burocratici, puntando su soluzioni coerenti, semplici ed efficaci.

  • Approccio pragmatico alla gestione
    Meglio:

    • Una descrizione chiara dei fatti piuttosto che “prove complete” immediate

    • Un unico punto di ingresso per le segnalazioni

    • Tempi di gestione ragionevoli e archiviazione progressiva

  • Valutazione complessiva
    Le linee guida sono considerate chiare e orientate alla semplificazione, con l’obiettivo di rendere il whistleblowing uno strumento di tutela effettiva, senza eccessi formali.